mercoledì 10 ottobre 2007
Guido Petter
Dal 1958 è professore ordinario di psicologia dello sviluppo presso la facoltà di psicologia dell'Università di Padova, attualmente insegna "Psicologia dell'adolescenza".
Partigiano, ha scritto diversi volumi di memorie sui suoi trascorsi nella Resistenza.
Ha compiuto studi e ricerche nelle aree della percezione, del linguaggio, dello sviluppo cognitivo, della psicologia educativa.
Ha curato la traduzione e diffusione del pensiero di Jean Piaget in Italia, ed ha compiuto numerose ricerche su temi dello sviluppo cognitivo, della psicologia dell'adolescenza, della genitorialità e della psicologia dell'educazione.
In particolare, lui ed i suoi allievi hanno articolato i primi progetti di ricerca italiani sull'epistemologia genetica e sullo sviluppo concettuale nell'infanzia; progetti da cui sono derivate, negli ultimi decenni, molte delle più rilevanti linee di ricerca della psicologia dello sviluppo nel nostro paese.
Maestro di molte generazioni di psicologi italiani, ha contribuito significativamente alla diffusione di una cultura psicologica nelle scuole e tra gli insegnanti, pubblicando numerosi volumi scientifici e divulgativi di psicologia e psicopedagogia.
Nel dicembre 2005 è stato insignito della Medaglia d'Oro del Presidente della Repubblica per i Benemeriti della Cultura e della Scienza.
Pubblicazioni
Io, noi e gli altri. Per il 2° ciclo, Fabbri editore
Lo sviluppo mentale nelle ricerche di Jean Piaget, Giunti editore
Le torri del tesoro, Mursia scuola
Ragazzi di una banda senza nome. Per la Scuola media, Giunti editore 1981
Le rondini di nonno Perché, Giunti editore, 1984
Psicologia e scuola primaria, Giunti editore, 1987
Suggerimenti a Come un'avventura [vol 1], Giunti-Marzocco, 1988
Suggerimenti a Come un'avventura [vol 2], Giunti-Marzocco, 1988
Dall'infanzia alla preadolescenza, Giunti editore, 1989
Problemi psicologici della preadolescenza e dell'adolescenza, La nuova Italia, 1990
Le torri del tesoro, Gruppo editoriale Mursia, 1991
Sempione '45, Loescher, 1991
Nel prato di nonno Perché, Giunti editore, 1991
La preparazione psicologica degli insegnanti, La nuova Italia, 1992
Il mestiere di genitore, Rizzoli editore, 1992
Fantasia e razionalità nell'età evolutiva, La nuova Italia, 1993
I giorni dell'ombra, Garzanti libri, 1993
Ci chiamavano banditi, Giunti editore, 1995
La tesi di laurea in psicologia. Dalla progettazione alla discussione, Giunti editore, 1995
Il bambino impara a pensare. Introduzione alla ricerca sullo sviluppo cognitivo, Giunti editore, 1996
La valigetta delle sorprese. Saggio sulla motivazione ad apprendere, La nuova Italia, 1997
Psicologia e scuola dell'infanzia. Il bambino fra i tre e i sei anni e il suo ambiente educativo, Giunti editore, 1997
Una banda senza nome, Giunti editore, 1997
Lavorare insieme nella scuola. Aspetti psicologici della collaborazione fra insegnanti, La nuova Italia, 1998
Nel rifugio segreto, Giunti editore, 1998
Nonno Perché e i segreti della natura, Giunti editore, 1999
Psicologia e scuola di base. Aspetti psicologici dell'insegnamento primario, Giunti editore, 1999
Psicologia e scuola dell'adolescente, Giunti editore, 1999
Nonno Perché e i segreti della natura. Per la Scuola elementare, Giunti editore, 2000
Una magica estate, Gruppo editoriale Mursia, 2000
La barca dei desideri, Gruppo editoriale Mursia, 2002
La mente efficiente, Giunti editore, 2002
L' adolescente impara a ragionare e a decidere. Introduzione allo studio del pensiero formale e delle condizioni in cui si formano le decisioni, Giunti editore, 2002
Ragionare e narrare. Psicologia e insegnamento della storia, La nuova Italia, 2002
Lo psicologo nella scuola. Ciò che fa, ciò che potrebbe fare, Giunti editore, 2004
L' inverno della grande neve. Un giovane nell'Europa del dopoguerra, Gruppo editoriale Mursia, 2004
Adolescenti particolari. Analisi psicologica del diario di un adolescente impegnato, Centro studi Erickson, 2005
Io e gli altri. Identità, relazioni, valori, Centro studi Erickson, 2007
Un sorriso arricchisce chi lo riceve e chi lo dona
sabato 6 ottobre 2007
Servizio civile nazionale
venerdì 5 ottobre 2007
C'è differenza tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista
L'Istituto Nazionale del Training (INT) , è l'organismo della SPI deputato alla selezione di coloro che aspirano a diventare psicoanalisti. L'INT segue inoltre i candidati selezionati nel loro percorso formativo, fino al loro ingresso come soci (membri associati) nella SPI. Esso ha il compito di dettare e aggiornare i programmi teorici e pratici della formazione; presiede inoltre alle successive tappe e passaggi formativi dei soci come la nomina a membri ordinari e l'attribuzione delle funzioni di training e di insegnamento.
La formazione degli psicoanalisti SPI si svolge nella SPI secondo i criteri adottati dalla International Psychoanalytical Association (IPA), fondata da S. Freud, alla quale la SPI appartiene dal 1936. L'IPA raggruppa le Società Psicoanalitiche di tutti i paesi europei, nord e sud americani, dell'Australia e di alcuni paesi dell'estremo e del medio oriente. Questi criteri formativi, rimasti praticamente immutati dal momento in cui furono formulati e adottati già verso la metà degli anni venti, si basano su tre elementi portanti: il trattamento psicoanalitico al quale il candidato deve sottoporsi; le lezioni e i seminari teorici; il lavoro di supervisione, da parte di analisti esperti, delle prime esperienze cliniche con pazienti.
Per essere ammesso alla formazione (training) l'aspirante candidato analista deve superare due prove di selezione, ciascuna costituita da tre colloqui con analisti formatori (Analisti con funzioni di Training o AFT).
Il superamento della prima selezione (Colloqui di Prime Selezioni) coincide con il riconoscimento e la registrazione, da parte dell'INT, del progetto di formazione analitica dell'aspirante candidato, che è quindi invitato o a proseguire il trattamento analitico già in atto con un AFT o ad iniziarne uno entro il periodo massimo di tre anni. In caso di risultato negativo i colloqui possono essere ripetuti una sola volta, a distanza minima di un anno dalla presentazione della prima domanda.
L'accesso vero e proprio alla formazione analitica (frequentazione dei seminari teorico-clinici per la durata di quattro anni e concomitante lavoro analitico su due casi controllati settimanalmente da un supervisore, per la durata minima di due anni ciascuno) e l'attribuzione della qualifica di candidato dell'INT sono subordinati al superamento della seconda selezione (colloqui di Seconde Selezioni) che può essere affrontata dopo un periodo consistente, di analisi personale. In caso di risultato negativo i colloqui possono essere ripetuti ancora due volte, sempre dopo un minimo di un anno dalla presentazione dell'ultima domanda.
L'esperienza analitica personale deve svolgersi con una frequenza minima di quattro sedute alla settimana e la sua durata, ovviamente variabile per ciascuno e non regolamentabile, è comunque di diversi anni (difficilmente meno di cinque). Essa è considerata lo strumento fondamentale della formazione analitica, che permette al candidato un'esperienza terapeutica-trasformativa personale attraverso l'osservazione diretta sulla propria persona dei fenomeni e processi inconsci che regolano la vita cognitiva, affettiva e relazionale: la propria e quella di ogni altro individuo (quindi anche dei pazienti che tratterà nella sua pratica professionale futura). Il carattere privato dell'analisi, anche all'interno del training istituzionale, è assicurato dall'assoluta riservatezza dell'AFT, che non partecipa in alcun modo alle vicende selettive che riguardano il candidato.
Le lezioni e i seminari di formazione sono strutturati in un corso quadriennale. Hanno cadenza settimanale, da ottobre a giugno, per la durata di circa 160 ore di insegnamento e si svolgono presso ciascuna delle quattro Sezioni Locali in cui è organizzativamente suddiviso l'INT: due Sezioni a Roma, una a Bologna-Padova e una a Milano. Essi comprendono lo studio dello sviluppo del pensiero analitico, da Freud ai nostri giorni; le letture di testi degli autori più significativi; seminari sia teorici che clinici che permettano di analizzare ed elaborare i principali problemi di tecnica psicoanalitica, rapportati alle varie modalità di espressività psicopatologica.
Sono previste valutazioni del progresso formativo del candidato alla fine di ogni anno di corso. L'ammissione all'anno successivo è subordinato all'esito positivo di queste valutazioni.
Parallelamente all'insegnamento teorico clinico, il candidato può iniziare a trattare psicoanaliticamente i primi due pazienti, con l'assistenza della supervisione individuale del proprio lavoro clinico da parte di un Analista di Training per ogni caso trattato. Le sedute di supervisione sono settimanali e devono avere la durata di almeno due anni ciascuna.
Il candidato è inoltre invitato a sviluppare la propria preparazione psicoanalitica partecipando alla vita scientifica della SPI. Questa si esplica soprattutto attraverso l'attività di 10 Centri situati a: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Genova, Firenze, Roma (due centri), Napoli e Palermo. E' anche possibile partecipare a congressi della SPI, nazionali e internazionali, nonché a Congressi stranieri, organizzati da Società componenti dell'IPA. Altri strumenti di formazione e aggiornamento sono le Riviste della SPI e dell'IPA.
Il candidato è inoltre tenuto ad: iniziare un tirocinio di psichiatria dell'età adulta della durata minima di 160 ore annue da effettuare in strutture pubbliche o private convenzionate con l'Istituto Nazionale del Training. Sono esentati soltanto i Candidati che sono già in possesso di un diploma di psicoterapia.
Al termine dell'iter formativo, che ha una durata media di 6-8 anni il candidato può chiedere di essere ammesso alla valutazione conclusiva per ottenere la qualifica di psicoanalista e di Membro Associato della SPI. Questa valutazione è basata sulla presentazione e discussione di una relazione scritta sui due casi clinici controllati in supervisione.
Il programma di training della SPI è stato riconosciuto dal Ministero competente.
Norme pratiche per l'iscrizione al Training della SPI
Prime Selezioni : possono accedere ai colloqui per la prima selezione gli aspiranti candidati in possesso della laurea in medicina e psicologia e iscritti ai rispettivi ordini professionali. Sono ammessi anche laureati in altre discipline purché iscritti all'ordine degli psicologi.
I colloqui per le Prime Selezioni hanno luogo tre volte all'anno con scadenze per l'iscrizione al giorno 10 dei mesi di gennaio, maggio e settembre.
Quanto costa il Training della SPI
L'iscrizione ai colloqui per le Prime e Seconde Selezioni costa attualmente 186,00 euro I.V.A. inclusa.
La quota annuale annuale richiesta ai candidati dalla SPI, indipendentemente dalla loro anzianità di formazione, e comprensiva dei corsi di insegnamento teorico clinico e della partecipazione alle attività scientifiche organizzate nei Centri, ma non inclusive delle spese del trattamento psicoanalitico e delle supervisioni, è attualmente di 2090,00 euro I.V.A. inclusa.
Norme di ammissione alle Prime Selezioni:
L'ammissione ai colloqui di Prime Selezioni, per un eventuale successivo accesso alla formazione psicoanalitica presso l'Istituto Nazionale di Training (INT) della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), Scuola di formazione per l'abilitazione all'esercizio della psicoanalisi, è regolamentata dall'art. 2 del Regolamento della SPI. Gli aspiranti candidati dovranno pertanto produrre la seguente documentazione:
domanda al Presidente della SPI (3 copie) (Dr. Fernando Riolo)
curriculum vitae et studiorum (8 copie in cartaceo + dischetto formato Word per Windows alla Segreteria dell'Istituto Nazionale del Training - Via Panama 48; o all'indirizzo di posta elettronica: spiroma@fastwebnet.it )
certificato di laurea in Medicina o in Psicologia (3 fotocopie)
certificato di iscrizione ai rispettivi ordini professionali (3 fotocopie)
Tutta la documentazione deve essere inviata all'indirizzo del Segretario Nazionale del Training, Dr. Francesco Conrotto, Società Psicoanalitica Italiana, Via Panama 48, 00198 Roma.
Per "curriculum vitae et studiorum" si intende un'autopresentazione personale che indichi non soltanto il percorso accademico e professionale dell'aspirante al Training ma anche gli elementi più significativi della sua vita personale e familiare. In esso dovranno venire anche indicati precedenti colloqui (collocutori e date) e i nomi di tutti gli Analisti con Funzioni di Training conosciuti personalmente e quindi incompatibili come collocutori.
Saranno prese in considerazione le domande di aspiranti con laurea diversa da Medicina e Psicologia, ma con iscrizione all'Ordine degli Psicologi.
Le Commissioni valutative si riuniranno 3 volte all'anno: in febbraio, maggio-giugno e ottobre, e prenderanno in esame le domande pervenute entro, rispettivamente: il 10 settembre, il 10 gennaio il 10 maggio
Fa fede il timbro della data di spedizione postale.
L'aspirante se riceve parere positivo dalla Commissione esaminatrice deve farsi carico di avvertire entro i termini stabiliti dal Regolamento l'inizio della sua analisi personale didattica inviando il certificato del proprio analista all'Istituto Nazionale del Training. Scaduto il termine di tre anni, come stabilito dal Regolamento, l'aspirante dovrà ripetere i colloqui di Prima Selezione.
Nel caso di valutazione negativa dei colloqui la domanda potrà essere riproposta non prima di un anno dalla data di presentazione dell'ultima domanda.
P.S. Si prega di indicare un recapito telefonico per eventuali comunicazioni urgenti da parte della Segreteria dell'INT.
Norme di ammissione alle Seconde Selezioni:
L'ammissione ai colloqui di Seconde Selezioni per ottenere l'accesso alla formazione presso una delle Sezioni Locali dell'Istituto Nazionale di Training della SPI è regolamentata dall'art. 2 del Regolamento della SPI. Gli aspiranti candidati dovranno pertanto produrre la seguente documentazione:
3 copie della domanda al Presidente della SPI (Dr. Fernando Riolo)
curriculum vitae et studiorum (8 copie in cartaceo + dischetto formato Word per Windows alla Segreteria dell'Istituto Nazionale del Training - Via Panama 48 - 00198 Roma; o all'indirizzo di posta elettronica: spiroma@fastwebnet.it )
certificazione del proprio analista dalla quale risultino la data di inizio, la frequenza delle sedute, l'essere l'analisi in corso nel momento della certificazione (3 copie)
Nella domanda al Presidente, l'aspirante candidato dovrà precisare presso quale Sezione Locale dell'Istituto intende svolgere la propria formazione (Prima Sezione Romana, Seconda Sezione Romana, Sezione Milanese, Sezione Veneto-Emiliana).
Tutta la documentazione deve essere inviata all'indirizzo del Segretario Nazionale del Training, Dr. Francesco Conrotto, Società Psicoanalitica Italiana, Via Panama 48, 00198 Roma.
Per "curriculum vitae et studiorum" si intende un'autopresentazione personale che indichi non soltanto il percorso accademico e lavorativo dell'aspirante al Training ma anche gli elementi più significativi della sua vita personale e familiare. In esso dovranno venire anche indicati precedenti colloqui (collocutori e date) e i nomi di tutti gli Analisti con Funzioni di Training conosciuti personalmente e quindi incompatibili come collocutori.
Le domande e la documentazione devono essere presentate entro il 10 gennaio di ogni anno, fa fede il timbro della data di spedizione postale.
Nel caso in cui l'Aspirante candidato riceve parere positivo dalla Commissione Esaminatrice deve farsi carico di comunicare tempestivamente all'Istituto Nazionale del Training, oltre che alla sezione locale di appartenenza, la data di inizio della prima e poi della seconda supervisione, altrimenti il periodo di esperienza di analisi di supervisione non potrà essere ratificato. Nel caso di valutazione negativa l'aspirante potrà riproporre la sua domanda non prima di un anno dalla data in cui è stata presentata l'ultima domanda.
L'Istituto Nazionale del Training della SPI è Scuola di Formazione riconosciuta dal MIUR per l'abilitazione all'esercizio della psicoanalisi.
P.S. si prega di indicare un recapito telefonico per eventuali comunicazioni urgenti da parte della Segreteria dell'INT.
Indirizzi di riferimento: Segreteria dell'Istituto Nazionale del Training della S.P.I. di Roma e le Segreterie delle 4 Sezioni Locali del Training di Roma, Milano e Bologna .
Dr. Francesco Conrotto
Segretario Nazionale del Training
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mercoledì 3 ottobre 2007
Le figure professionali coinvolte nella pet-therapy: il gruppo di lavoro
Nella pet-therapy, l'attività svolta dal "terapeuta animale" nei confronti del "paziente uomo" è molto complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline.
Per questo motivo, ogni esperienza di pet-therapy è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali che interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità di operatori.
- Medico
- psicologo
- Terapista della riabilitazione
- Assistente sociale
- Infermiere
- Insegnante
- Pedagogista
- Veterinario
- Etologo
- Addestratore
- Conduttore pet partners
- ….
È loro compito, avvalendosi naturalmente della consulenza degli altri professionisti, valutare e indicare le modalità secondo cui impiegare gli animali. Qualora i pazienti presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista della riabilitazione.
Fondamentale è il ruolo del veterinario.
Nel caso della pet therapy, al veterinario che collabora con il gruppo di lavoro, è richiesta una specifica formazione nel settore. Deve, innanzitutto, selezionare l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare, poi sorvegliarne in modo costante ed accurato lo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico.
Gli animali sono sottoposti a controlli periodici ponendo particolare attenzione a segni clinici relativi a zoonosi (specie parassitosi e micosi) che, essendo trasmissibili all'uomo, potrebbero compromettere la pet therapy. Infine, il veterinario deve verificare nel corso del tempo come il co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso.
In ogni caso, gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di malessere vengono esclusi dal programma di pet therapy avviato.
Il veterinario è affiancato da un etologo ( o biologo o comunque un professionista con adeguate conoscenze in materia di comportamento animale).
In primo luogo, contribuisce alla scelta dell'animale in base ad una analisi accurata delle caratteristiche attitudinali e comportamentali. Successivamente, si occupa di istruire i pazienti (laddove sia possibile), i loro familiari e gli altri operatori, in merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono in grado di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono sostenere. L'etologo, inoltre, fornisce criteri per valutare e salvaguardare il benessere dell'animale "lavoratore".
Nella pet-therapy, è cruciale il peso dell'addestramento del co-terapeuta affidato ad addestratori ed istruttori con specifica preparazione .
Infatti, poiché la pet-therapy è finalizzato alla cura e al raggiungimento di risultati precisi, è importante in via preliminare addestrare adeguatamente l'animale ad interagire con il paziente e poi curare il rapporto che si viene a creare nella coppia co-terapeuta e paziente.
In particolare la fase dell'addestramento è importante qualora l'animale assista pazienti con particolari handicap fisici.
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinari; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanit; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute- Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - Ufficio X)
(francesca furiozzi Redazione Ministerosalute.it gennaio/2003)
dal sito del Ministero della Salute
martedì 2 ottobre 2007
A.V.O. una bella realtà

AVO, Associazione Volontari Ospedalieri, rappresenta una delle più importanti e riconosciute realtà nel settore del volontariato socio-sanitario: può fare parte di questa associazione chiunque abbia il desiderio di mettere al servizio degli ammalati degenti negli ospedali parte del proprio tempo. Nata nel 1975, AVO si è ben presto estesa a tutto il territorio metropolitano, essendo presente in tutte le più importanti strutture ospedaliere, grazie all’impegno e alla dedizione di oltre 1.000 volontari. L’associazione è inoltre presente su tutto il territorio nazionale, con 210 sedi riunite nella Federavo: in totale si contano circa 27.000 volontari.
Equitazione naturale - equitazione per amore
Il sistema di insegnamento si basa sul concetto, sempre esistito, di Equitazione Naturale. L’Equitazione naturale è tanto vecchia da essere diventata nuova. Le prime documentazioni risalgono al 400 a.C. con lo storico greco Senofonte, fino all’ 800, con lo statunitense John Solomon Rarey che furono tra i primi a parlare di “ comunicazione “ , di imparare a comunicare con il cavallo studiandone la psicologia. La dinamica dell’Equitazione Naturale si può ottenere naturalmente attraverso la comunicazione, la comprensione e la psicologia.
Attenzione però di non cadere nella cosiddetta “normalità” ci impedisce di essere ricettivi a nuovi concetti e tecniche.
Qualsiasi risultato sarà ottenuto senza alcuna violenza o intimidazione, ma esclusivamente giocando. Avete mai osservato qualcuno che è naturale con i cavalli ? Quando queste persone lavorano, non stanno veramente lavorando, in realtà essi giocano con i cavalli, e ci lasciano intendere come davvero le cose possono accadere in modo naturale.
